MUSEO DEI GIOVANI ARTISTI

Il Museo dei Giovani Artisti, cuore pulsante della missione di OverArt, si trova all’interno del Parco dell’Arte all’Idroscalo di Milano. Nato da un progetto di Ugo Maria Macola, fondatore e presidente di OverArt, è stato realizzato con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Brera e finanziato dalla Fondazione Cariplo per dare voce ai talenti emergenti, soprattutto provenienti dall’Accademia di Brera e dall’Accademia di Belle Arti di Carrara.
L’obiettivo del Museo è promuovere e sostenere il lavoro di questi giovani artisti, offrendo uno spazio a disposizione della comunità e fungendo da memoria per le generazioni future. Insieme possiamo proteggere il futuro dell’arte e mantenere vivo un luogo che rende l’arte contemporanea parte della nostra vita quotidiana.
Tuttavia, il trascorrere del tempo, gli agenti atmosferici e l’incuria di alcuni visitatori hanno causato danni alle opere. Per preservare queste creazioni e il loro valore è necessario intervenire con urgenza. L’ Associazione OverArt lancia un appello a tutti gli amanti dell’arte: sostenete la manutenzione e il restauro delle opere con una donazione.

Carta pesta e sabbia pomice
40 x 165 x 30 cm
La scultura è realizzata in cartapesta e formata da una figura di donna divisa in due parti. In questa apertura, di almeno 5 centimetri, crescerà e gradualmente uscirà la pianta rampicante. In quest’opera emergono i vari aspetti di una donna: il lato duro, freddo simboleggiato dal guscio esterno e il lato della generosità, fragilità e dolcezza al suo interno, rappresentati dalla pianta rampicante.

Cera d’api vergine, PVC, plexiglass, fibra di vetro, legno e metallo
184 x 155 x 216 cm
L’opera crea uno luogo che avvolge lo spazio in modo circolare, rimandando idealmente alla placenta, luogo primordiale dell’uomo, che è violata e quindi volta a simboleggiare il distacco dalla figura materna.

Pietra di Vicenza
24 x 76 x 31 cm
La tanica, oggetto che appartiene alla nostra quotidianità, viene scolpita in pietra di Vicenza trasformando un oggetto di uso comune e donandogli una profonda sensibilità lirica.

Ferro e ottone
350 x 80 x 80 cm
La scultura si slancia verso l’alto attraverso linee di ferro che ingannano l’occhio del visitatore generano un equilibrio precario. All’interno dell’opera è presente una lastra di ottone che, grazie al vento, potrà generare suoni interagendo con l’ambiente.

Marmo di Carrara
92 x 60 x 30 cm
L’artista riflette sul tema della “tomba-sarcofago” come luogo sacro. Le sue radici partono dalla preistoria, inizialmente dall’idea del simbolo femminile, l’utero da cui si nasce e a cui tutto ritorna, per poi giungere alla copertura a cupola, intesa come volta celeste o divinità.

Cemento e ferro
80 x 120 x 100 cm
Le parti di un idrovolante, che si arenato sulla spiaggia, sono scomparse. Sono rimasti solo i pattini che si sono solidificati dopo un lungo viaggio. Le barre di ferro che gli unisco i galleggianti ricordano il gerride, un insetto che scivola sull’acqua a gran velocità. Il tutto simboleggia l’equilibrio tra la natura e l’artificio dell’approdo.

Alluminio, acciaio, corda, organza poliestere
700 x 150 x 8 cm
Lungo la sponda est del bacino dell’Idroscalo di Milano è presente un lungo pennone con una bandiera in tessuto trasparente sulla cima: apparare e scompare tra le nuvole in cielo grazie al moto del vento.

Pietre di fiume
80x90x80 cm
Beth-el significa Casa di Dio e le pietre, che colpiscono per durezza e solidità, sono ciò che più si avvicina all’eterno, diventano una manifestazione del sacro. Il cerchio rappresenta tutto ciò che è perfetto, è il centro da cui tutto ha origine e a cui tutto torna: non può che essere Dio.

Marmo di Carrara
170 x 80 x 170 cm
Le grandi domande irrisolvibili della vita possono essere intese matematicamente come equazioni irrisolvibili a più incognite. Questa X di marmo, con la sua matericità diventa simbolo del tentavi di scoperta dell’inconoscibile.

Pietra e ceramica
100 x 20 x 20 cm
La scultura si presenta come una stalagmite composta da volti umani e di altre presenze inquietanti. Lo Stillicidio è inteso dall’artista come un lento stratificarsi di esperienze e memorie che si sedimentano nel corso della vita, formando i vari aspetti dell’individuo.

Marmo bianco di Carrara
82 x 22,5 x 56 cm
L’artista rappresenta un cuscino morbido con al centro un’impronta concava come lasciata da una testa dopo che si è levata. All’interno si raccoglie, quando piove, l’acqua. L’artista desiderava porre l’attenzione sull’importanza di prenderci cura e pensiero dell’acqua, importante risorsa per la vita.

Legno e ferro
250 x 250 x 150 cm
L’opera è pensata come una cornice che racchiude il paesaggio in funzione al punto di vista dell’uomo che guarda. Il luogo dove si trova non è casuale vuole essere infatti una finestra che porta uno sguardo diverso sulla vita.
RIMOSSA DAL MUSEO

Rame e dispositivi sonori
310 x 210 x 100 cm
I due coni di ferro riproducono suoni naturali, che spesso si perdono nel continuo caso di ciò che ci circonda Lo spettatore deve prendersi del tempo per attente, cercare e isolare questi suoni.

Vetro e acciaio
210 x 130 x 130 cm
La scultura veder, vetro in milanese, è pensata per essere uno schermo\finestra che inquadra nuove prospettive, indagando così il tema dello sguardo. In base a diversi punti di vista il vetro appare trasparente da lontano, mentre da vicino acquista densità e corpo. Nell’opera aria e acqua diventano una specchio dell’altra. L'artista dopo la rottura accidentale del vetro ha voluto riparare potenziando la luce

Ferro e alluminio verniciato 238 x 83,5 cm
Il segnale di pericolo contiene un coniglio nero: il piccolo animale, simbolo del marginale e dell’ignoto, diventa il vero protagonista, sovvertendo l’ordine gerarchico uomo–natura.

Ferro, acciaio inossidabile e terra, 250 x 160 x 160 cm
La clessidra diventa custode del tempo perduto, mettendo in contrasto il freddo metallo con gli elementi naturali. Soggiogata dall’inesorabile azione mutevole degli agenti atmosferici, la scultura è simbolo di un’essenza sospesa, prigioniera del fluire incessante del tempo e della dissoluzione inevitabile che attende ogni essere vivente.


Ferro verniciato
130 x 300 x 400 cm
L’opera si ispira alla silhouette di un ultraleggero e richiama l’originaria funzione del progetto del lago. Il ferro, colorato con toni accesi, contrasta con il manto erboso su cui l’installazione è posizionata.

Ferro e ferro ottonato
RIMOSSA DAL MUSEO

Fili di nylon, fili di lana reagenti ai raggi UV, lampade UV, chiodi e fascette di metallo
RIMOSSA DAL MUSEO

Galestro, micelio e ferro 400 x 70 x 150 cm
Queste non sono tre semplici sculture, ma in realtà ambienti che accolgono ectofauna grazie ad architetture realizzate con materiali di recupero saldati.

Galestro nero, micelio e ferro, 400 x 55 x 250 cm
L’installazione è composta da elementi fitomorfi in galestro, innestati con micelio e sostenuti da supporti in ferro. Il materiale fungino, destinato a deperire entro due anni, diventa parte integrante del processo. Le reti formate dal micelio, spesso minacciate dagli incendi, sono fondamentali per gli ecosistemi. Le caratteristiche del micelio si prestano a una doppia lettura: da una parte la sua fragilità, dall’altra la sua resistenza

Alluminio e ferro, 500 x 20 x 500 cm
I passi dell’artista si materializzano in dieci formelle cementizie che ricordano i miceti, indicando un percorso meditativo che circonda l’albero.

Plexiglass, carta speciale semitrasparente,
metallo, 80 x 80 x 80 cm
L’opera in vetro si riflette sull’acqua del lago, rendendo visibile ciò che non lo è: pensieri, impulsi e immagini. Trasforma il pensiero in esperienza sensibile e crea un luogo condiviso di concentrazione e riflessione.

Fibra di basalto, reame, tecnica mista
245 x 50 x 80 cm
L'opera prende forma da un tessuto che avvolgeva un tronco, trattenendone le tensioni tra pieni e vuoti; poi viene tradotto in rame e infine collocato sulla riva del lago dell’Idroscalo. Il metallo è destinato a ossidarsi, raccontando così un’essenza ma anche una rinascita.




